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Acqua potabile: come eliminare il rischio arsenico
Acqua potabile: come eliminare il rischio arsenico

Le acque destinate al consumo umano sono tutte quelle acque, trattate e non, destinate ad uso potabile, per la preparazione di cibi e bevande o per altri usi domestici, a prescindere dalla loro origine, siano esse fornite da un acquedotto, mediante cisterne, in bottiglie o in contenitori.

Il Decreto Legislativo 31/2001, e s.m.i., è il riferimento normativo italiano che, recependo la direttiva europea 98/83/CE, disciplina il campo delle acque potabili e definisce anche i criteri e i parametri analitici ai quali un'acqua deve sottostare per potere essere definita potabile, prendendo in esame gli elementi chimici (calcio, magnesio, sodio, cloro, potassio, fluoro, magnese, fosforo, ecc.) gli elementi batteriologici, gli elementi di origine minerale ecc.

Tra le sostanze nocive e pericolose che si possono trovare nell’acqua vi è l’arsenico, che può essere causa di alcune forme di cancro.

L’arsenico (As) è un elemento presente nelle rocce della terra come molti altri elementi e compone una serie di minerali tipici che si trovano anche nelle nostre montagne.
L’arsenico viene sciolto in piccole quantità dall’acqua piovana e raggiunge la falda.
Come altre sostanze inquinanti (fluoruro, borio, nitrati, magnesio), l’arsenico può essere  presente nell’acqua anche per l’immissione nell’ambiente di sostanze immesse dall’uomo (pesticidi, carbon fossile etc.).

Dato che l’acqua potabile viene consumata quotidianamente ed è l’unico alimento che può essere controllato con sicurezza, l’Unione Europea ha deciso di abbassare la concentrazione massima ammissibile di arsenico nell’acqua potabile a 10 microgrammi al litro (µg/l).

Questo limite ha portato fuori legge l’acqua in 128 Comuni Italiani che hanno subito chiesto una deroga, peraltro non accolta dall’Unione Europea. Il limite è quindi tassativo.

Come risolvere il problema?

Ne parliamo con Franco Menozzi, titolare di Hydrocontrol (www.hydrocontrol.it) e noto esperto in ambito idrico.

Hydrocontrol – spiega Menozzi – da diversi anni implementa le tecnologia a membrane che grazie alla selettività specifica del film permette la separazione delle sostanze inquinanti senza l’utilizzo di nessun rigenerante. Le nuove tecniche adottate sono installabili sia a livello domestico “point-of-use” (purificatore Cleone) e sulla rete idrica per tutta l’abitazione HPureNF nel settore acquedottistico ed industriale HPure UFRO.
Un’ altra tecnica che spesso viene adottata – continua Menozzi – è l’impiego delle resine a scambio ionico altamente selettive in grado di intrappolare all’interno di un reticolato la sostanza indesiderata. Le resine sono poi riattivate con una soluzione a base di cloruro di sodio ed idrossido di sodio (sale da cucina e soda). Queste tipologie d’impianti – specifica Menozzi –  richiedono però una gestione complessa per la fase di rigenerazione e producono scarichi altamente inquinanti.

HYDROCONTROL SRL
Via Monti Urali, 18
42100 Reggio Emilia (RE)
Tel. 0522330315
FAX. 0522331877
Menozzi Franco
 
www.hydrocontrol.it  
info@hydrocontrol.it
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